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Day 4 – Zanzariere

Day 4 – Zanzariere

3 ottobre 14:43

Nonostante stia facendo il bagno nell’Off tutti i giorni – più volte al giorno (quello per insetti tropicali) – sono comunque piena di punture di zanzare.

Il pensiero che più mi tedia però è che nessuna di queste sia portatrice di malaria. Motivo in più per montare queste agognate zanzariere.

A tal proposito, sta mattina siamo tornati a Yene alla ricerca di altra colla a caldo. Quella comprata ieri non andava bene, ma la necessità di mettere le zanzariere alle finestre è ormai imprescindibile.

Prima di arrivare al negozio decisivo ne abbiamo passati 4 o 5, in cui ogni volta venivamo rimandati a un negozio più avanti, senza mai ottenere la tanto desiderata colla a caldo. In realtà non l’abbiamo mai trovata, ma ci siamo accontentati di un altro materiale che, incrociando le dita, funzionerà comunque.

Il caldo si fa sempre più intenso, si suda stando all’ombra senza muovere nemmeno le palpebre.

Camminare con questo clima per 20 minuti è stato più che impegnativo.

In cammino verso il villaggio di Yene - Senegal

I miei compagni di avventura in cammino verso il villaggio di Yene

La temperatura attuale (secondo l’iPhone, quindi probabilmente neanche troppo attendibile) è di 31 gradi (38 percepiti), 66% di umidità e indice raggi UV 11 (a casa, giusto per capirci, è pari a 2).

Per strada i bambini continuavano a urlare toubab toubab toubab (bianco), saltellando e cercando di attirare la nostra attenzione. Siamo una vera e propria attrazione. 

Un po’ come se in Italia i bambini urlassero nero nero nero, ogni volta che un ragazzo di colore passa per strada.

Tra le case invece la protagonista è purtroppo l’immondizia che rende l’atmosfera irrespirabile. L’odore che sovrasta il villaggio è davvero insopportabile e sicuramente il caldo non migliora la situazione.

Sporcizia tra le case

Sporcizia tra le case di Kelle

Le insegne dei negozi sono dipinte sui muri, con disegni che riproducono il mestiere svolto: forbici da sarta, cibo, cosmetici, biciclette, acconciature, ecc.

Vedere le donne che vanno al pozzo con i secchi sopra la testa come nei documentari è molto suggestivo, anche se altrettanto triste.

Camminare per queste strade ha portato a galla i ricordi del presepe che con cura preparo ogni anno insieme alla mamma. Mi è sempre sembrato incredibilmente surreale, qualcosa di altri tempi, persino altri millenni.

Oggi ho cambiato idea.

Strada principale a Kelle

Strada principale a Kelle

3 ottobre 21:04

Oggi pomeriggio siamo stati in una dhara insieme a Baba, uno dei maestri del centro.

Lui ha preso da parte i ragazzini più grandi per fare lezione di francese, lingua ufficiale del Senegal ma parlata da poche persone nei villaggi, dove si parla invece la lingua wolof.

Noi avremmo dovuto far colorare i più piccoli, ma in realtà li abbiamo fatti divertire molto di più, col minimo sforzo: una volta colorati i fogli che gli abbiamo consegnato, li abbiamo trasformati in barchette e aeroplanini.

Non ho mai visto dei bambini divertirsi tanto. Si lanciavano aeroplanini come se non ne avessero mai visti – probabilmente era così – poi chi aveva un aeroplanino lo disfava perché voleva una barchetta e viceversa, mentre il Marabout li guardava in silenzio, sdraiato come un pachá.

I bambini avevano addosso vestiti sporchi e bucati. La maggior parte scalzi.

La dhara era abbastanza fatiscente: 3 stanze di cui una senza tetto coi muri pericolanti, con crepe larghe almeno 3 centimetri. Sporcizia, mosche e stuoie sul cemento erano tutto il suo contenuto.

Il gruppo di case circostanti era davvero difficile da definire tale: blocchi di cemento con mattoni male assestati è la descrizione giusta.

La fitta più grande al cuore però è arrivata al momento di lasciarli, andandocene sentendo addosso la speranza di quegli occhietti.

Colorando insieme ai Talibè

Colorando insieme ai Talibè

 

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