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Day 3 – Turisti per un giorno

Day 3 – Turisti per un giorno

2 ottobre 23:33

Questa mattina abbiamo preso la grande decisione: costruire zanzariere per porta e finestre. In stanza fa davvero troppo caldo e dobbiamo trovare il modo di far passare l’aria, ma non gli insetti.

Ci avviamo quindi alla ricerca di un negozio che possa venderci velcro e colla a caldo. Secondo le indicazioni di Laura dobbiamo trovare un negozio di vestiti e tessuti.

Dopo 10 minuti passati a sudare ogni goccia d’acqua presente nel nostro corpo sull’unica strada asfaltata del villaggio, lo troviamo.

L’emozione è simile a quella di un’oasi ritrovata nel deserto.

Tra le case di Kelle - Senegal

Tra le case di Kelle

Ci lavora un ragazzo un po’ più in carne rispetto alla media, al momento alle prese con una macchina da cucire a pedale. Spiegare cosa ci serviva è stato relativamente facile, essendoci portati uno stick di colla e un pezzetto di velcro da casa.

A quel punto è stato interpellato un secondo ragazzo, con cui discutiamo di misure e prezzi.

Ok, 4 metri di velcro e due stecche di colla a caldo per 5000 cfa (8€). L’altro ragazzo parte alla ricerca del velcro perduto, mentre il sarto ci invita a sederci. Dopo 10 minuti ho capito che l’invito a sedere era dovuto ad una attesa non esattamente breve, così ho iniziato ad analizzare il mio campo visivo.

L’atelier era estremamente sporco, per terra c’era polvere, fili, pezzi di stoffa e altra sporcizia. Vi erano vestiti ovunque, appesi e ammucchiati, e musica wolof alla radio, mentre lui cuciva felice un vestito da donna verde, pieno di fantasie e decorazioni, tipico africano.

Dopo circa mezz’ora torna finalmente il nostro postino con il materiale richiesto, ma non avendo il resto giusto da darci, scompare di nuovo. Abbiamo cercato di lasciarglielo dicendo che non era un problema, ma ha insistito per andare a chiederlo al negozio a fianco, aggiungendo altri 5 minuti all’attesa.

La regola qui si chiama pazienza. Se non hai quella, tenere i nervi saldi è davvero difficile.

Il ritorno – ormai a ora di pranzo – è stato ancora più caldo. Strade deserte, asfalto traballante per l’effetto dell’afa, paesaggio rossiccio – ed è subito il set di Breaking Bad.

(Quasi) in vacanza

Il pomeriggio è stato dedicato al turismo. Il centro di domenica è chiuso, così abbiamo assunto Pape e la sua jeep per esplorare l’area.

Prima tappa: villaggio delle tartarughe a Popenguine, dove una guida ci ha portato alla scoperta delle tartarughe giganti, di fianco alle quali ci fotografava di continuo. Probabilmente eravamo gli unici visitatori che avrebbe incontrato in tutta la stagione.

Tartarughe giganti a Popenguine - Senegal

Tartarughe giganti a Popenguine

Seconda tappa: Lago Retba, chiamato anche Lago Rosa. Cazzo, è rosa davvero.

Ovviamente non ci siamo fatti mancare il bagno nel lago che, oltre che rosa, era bollente.

Il colore è dato da un enorme quantità di sale, il quale implica che si resti a galla senza doversi muovere minimamente, anzi, la cosa difficile – e pressoché impossibile – è riuscire ad andare a fondo.

Lago Rosa (Retba)

Lago rosa di Retba

Il bruciore alla pelle era talmente insopportabile che 5 minuti a mollo sono sembrati più che sufficienti.

A riva ci attendeva un vecchio ansioso di “offrirci” secchiate d’acqua dolce per pulire il sale. Ovviamente questa gentilezza ci è costata qualche acquisto presso la sua bancarella.

Finalmente è giunta l’ora dei quad. Chi sarà il miglior offerente? Ci saranno stati almeno 10 punti di noleggio quad nell’arco di 100 metri, tutti che urlavano e ci inseguivano per offrirci un prezzo migliore del vicino. Risultato: un giungla incomprensibile.

Quad nel deserto

Pronta per l’escursione in quad nel deserto

Con l’aiuto di Pape siamo passati da 80,000 cfa per mezz’ora su 4 quad, a 50,000 cfa per un’ora.

È stato fantastico. Troppo turistico per ciò che mi ero ripromessa riguardo questo viaggio, ma è comunque valsa la pena.

Non ci è stato chiesto di indossare alcun casco, penso non fossero neanche disponibili, ma a giudicare da un pulmino pubblico incontrato per strada al ritorno verso Kelle, la cosa non mi meraviglia più così tanto.

Trasporto pubblico in Senegal

Trasporto pubblico in Senegal

 

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