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Myanmar/Birmania: tutto quello che devi sapere

Cosa sapere prima di partire per il Myanmar/Birmania

Pagoda Bianca Mingun, Myanmar

Hsinbyume Pagoda, Mingun

Si chiama Myanmar o Birmania? Cosa si mangia? Quando conviene partire? Che valuta mi serve?

Se hai deciso di visitare questa splendida terra del sud-est asiatico, lasciami dire innanzitutto che non te ne pentirai.

Il Myanmar è un paese incredibile, bloccato nel tempo a qualche secolo fa, dove lo stile di vita è disarmante ma allo stesso tempo affascinante.

Non ancora preso di mira dal pesante turismo di massa, a differenza dei paesi vicini come Thailandia, Vietnam e Indonesia, il Myanmar non ha perso ciò che lo caratterizza, le sue tradizioni e la sua cultura.

Vedrai persone che si lavano nel fiume – lavandocisi pure i denti – panni stesi su mucchi di immondizia, capanne ricavate dalle canne di bambù e motorini con anche 5 persone.

Vedrai la gente mangiare su piccole sedie da giardino, usate in occidente come giochi per bambini, e gli operai lavorare nei cantieri stradali in infradito.

Vedrai uomini che indossano gonne e donne con la faccia ricoperta di thanaka, crema giallastra che si ricava dalla corteccia.

Vedrai che i tovagliolini nei bar sono un rotolo di carta igienica, mentre in bagno spesso non c’è, e auto col volante a destra, nonostante si guidi a destra, perché importate di seconda mano da paesi come il Giappone, l’India o la Thailandia.

Vedrai pagode ovunque, quasi sempre ricoperte d’oro, mentre il popolo chiede la carità per strada.

Insomma, vedrai un paese meraviglioso e soprattutto autentico, una combinazione ormai sempre più difficile da trovare, e queste sono tutte le informazioni da sapere prima di partire!


Myanmar: tutte le info utili


Birmania o Myanmar?

La prima domanda che sorge spontanea riguarda la denominazione: si chiama Birmania o Myanmar?

In lingua locale, il paese è sempre stato chiamato in entrambi i modi:

  • versione colloquiale “Bama” (da cui deriva l’inglese Burma e l’italiano Birmania)
  • versione formale-scritta “Myanma

A livello internazionale invece il paese si è chiamato Burma (Birmania) fino al 1989, anno in cui il generale Saw Mung instaurò una dittatura militare grazie ad un colpo di stato.

Secondo il regime militare infatti, il termine Burma non rispettava tutte le etnie del popolo, perché derivante da “Bamar“, nome di una sola etnia – quella di maggioranza.

Nel 1989 quindi, in rispetto delle minoranze etniche che vivono nel paese (circa 130), il nome fu cambiato ufficialmente in Myanmar (pare che la “r” sia stata aggiunta per facilitarne la pronuncia agli inglesi).

Bagan

Bagan – Foto di Martina Giacomin

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Visto d’ingresso

Il visto turistico è obbligatorio per entrare nel paese e per ottenerlo non occorre più rivolgersi a un’ambasciata, basta fare richiesta online sul sito ufficiale del governo: evisa.moip.gov.mm

  • Costo: 50 USD
  • Metodi di pagamento: Visa, Mastercard, American Express, JCB, Alipay
  • Tempo richiesto per l’approvazione: 3 giorni lavorativi
  • Validità della richiesta dal momento dell’approvazione: 90 giorni
  • Durata del visto dal momento di ingresso in Myanmar: 28 giorni

Dal 1 ottobre 2019 al 30 settembre 2020 i cittadini italiani possono ottenere il visto turistico anche all’arrivo in Myanmar, esclusivamente presso gli aeroporti internazionali di Yangon, Mandalay e Nay Pyi Taw.

Il pagamento del visto “on arrival” va eseguito in dollari americani in contanti (quindi bisogna partire già con il denaro e una fototessera).

Suggerimento: richiedi il visto online prima del viaggio, così risparmierai tempo all’arrivo (la fila è già piuttosto lunga per fare il controllo del passaporto, senza dover aggiungere quella per ottenere il visto).

Visto Myanmar

Lettera di approvazione ricevuta via email

Che informazioni occorrono per compilare la richiesta del visto online?

  • dati del passaporto (con validità residua di almeno 6 mesi)
  • occupazione
  • punto di accesso nel Myanmar (quale aeroporto o via terra)
  • indirizzo di un hotel in cui alloggerai (non sono accettati indirizzi privati, ma solo strutture abilitate all’accoglienza turistica)
  • una foto a colori scattata negli ultimi 3 mesi (4,6 x 3,8 cm) da caricare
  • per maggiori informazioni, visita il sito ufficiale

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Quando partire per il Myanmar

Il periodo migliore per visitare il Myanmar è quello invernale, da novembre a febbraio, per evitare il caldo umido estivo (marzo – maggio) e la stagione delle piogge (maggio – ottobre).

Le temperature in inverno durante il giorno sono comunque piuttosto calde (dai 30° ai 35° a Yangon; dai 28° ai 33° a Mandalay), mentre per la sera è sufficiente una felpa e una giacca a vento (circa 20° a Yangon e 15° a Mandalay).

L’escursione termica più importante si registra sul Lago Inle, nello stato Shan, dove le temperature calano fino a 10° nelle ore notturne, mentre di giorno si aggirano intorno ai 25°.

Se farai un’escursione sul lago in motolancia, consiglio di avere gambe e piedi coperti, una giacca a vento e un foulard per proteggerti dal vento.

La soluzione è quindi vestirsi sempre a strati, con qualcosa un po’ più pesante per la sera.

Ananda Temple - Bagan Myanmar

Ananda Temple, Bagan

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Valuta

La valuta nazionale del Myanmar è il Kyat (si pronuncia “ciat”), il quale ha un valore davvero irrisorio.

A gennaio 2020 il cambio era circa 1 € = 1630 K (controlla qui il cambio aggiornato ad oggi).

Comunque sempre più di quanto valeva la Lira al momento di adozione dell’Euro 😅

Per farti capire il livello di povertà del paese, la banconota più alta in circolazione vale 10.000 K, l’equivalente di circa 6€!

E fino al 2009, addirittura non esistevano banconote superiori a 1000 K (60 cent).

Il bello viene quando ti capitano per le mani banconote da 50 K, del valore di 3 centesimi (ottimo souvenir super low cost per gli amici).

Oltre ai kyat, molti posti accettano dollari americani, soprattutto ristoranti e attività commerciali turistiche, ma devono essere banconote in ottime condizioni, altrimenti non saranno accettate.

Il listino prezzi degli hotel è in dollari, ma su richiesta, in genere lasciano pagare anche in kyat (nel caso prenoti un hotel da saldare in loco, consiglio di contattarlo preventivamente via email per chiarire i termini di pagamento).

Kyat birmani

Kyat, valuta del Myanmar

Dove cambiare Euro in Kyat?

A differenza di altri paesi, in Myanmar il tasso di cambio in aeroporto è molto buono, non si perde quasi nulla.

E nel caso dovessero avanzarti kyat, è possibile ricambiarli in Euro prima di ripartire.

N.B: i kyat non si possono prenotare in banca in Italia (come invece si può fare per valute più forti come ad esempio dollari o sterline), né tanto meno chiedere che li cambino in Euro al tuo ritorno.

Mance

In Myanmar la mancia è sempre gradita ed è buona norma lasciarla ad autisti, taxisti, guide, addetti al facchinaggio, ecc.

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Fuso orario del Myanmar

Il Myanmar è uno dei pochi paesi al mondo a non avere i minuti in linea con l’Europa.

Infatti, si trova a +5:30 ore dall’Italia quando da noi vige l’ora solare (da ottobre a marzo), e a +4:30 quando passiamo all’ora legale (da marzo a ottobre).

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Internet e Wifi

Ormai internet è arrivato anche in Myanmar, nonostante sia uno dei paesi meno sviluppati del mondo.

La maggior parte degli hotel e qualche ristorante dispongono infatti di Wi-Fi gratuito.

Se però hai necessità di avere internet durante il giorno, puoi acquistare una SIM card locale all’arrivo.

All’aeroporto di Yangon, di fianco al banco del cambio valuta, c’è il negozio Mytel, dove puoi acquistare SIM card con pacchetti dati (prezzi aggiornati a dicembre 2019):

  • 1.8 GB = 3500 kyat (2.15€)
  • 3 GB = 5000 kyat (3.07€)
  • 4 GB = 6000 kyat (3.68€)
  • 5.5 GB = 7500 kyat (4.60€)
  • ecc..
Circular Railway Yangon, Myanmar

Circular Railway, Yangon

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Come vestirsi in Myanmar

Il vestiario è un tema importante soprattutto per poter visitare le stupende pagode che si trovano in ogni angolo del paese.

Il dress code da rispettare per entrare in templi/pagode/monasteri è il seguente:

  • pantaloni o gonne che coprono almeno fino al ginocchio
  • spalle, scollatura e pancia coperte
  • piedi nudi (vanno tolti anche i calzini)

Se hai tatuaggi molto evidenti sulle braccia, in alcuni casi potrebbero chiederti di coprirle.

Le pagode più grandi, come la Shwedagon a Yangon, mettono a disposizione longyi da poter affittare durante la visita.

Il longyi è la tipica gonna-pareo indossata da uomini e donne in Myanmar (raramente vedrai qualcuno con i pantaloni, se non lo staff degli hotel e i camerieri).

Per quanto riguarda le temperature, durante il giorno sono sufficienti abiti estivi, mentre per la sera (se visiterai il Myanmar in inverno) è meglio portarsi felpa e giacca a vento.

Longyi, tipica gonna-pareo del Myanmar

Longyi, tipica gonna-pareo del Myanmar

Scarpe o infradito?

Se il tuo itinerario prevede molte pagode, dovrai togliere e rimettere scarpe e calzini in continuazione.

La popolazione locale, che vive in infradito, non ha di questi problemi (penso di non aver mai visto nessuno indossare calzature diverse, purtroppo nemmeno gli operai addetti ai cantieri stradali).

A te la scelta se calarti nella cultura local e girare in ciabatte, o optare per un continuo cava-metti.

Vista la grossa quantità di polvere e sporcizia nel paese, io ho sempre girato con le mie comode sneakers (e un pacchetto di salviette nello zaino, per ripulire i piedi dopo ogni pagoda).

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Cosa non dimenticare

Ecco alcuni accessori/prodotti che consiglio di mettere in valigia:

  • Cappello/foulard per riparare la testa nei giorni più caldi
  • Occhiali da sole
  • Crema solare, in qualsiasi periodo dell’anno
  • Foulard/scialle per coprirsi le spalle nelle pagode, nel caso di magliette troppo sbracciate
  • Giacca a vento e felpa per la sera nelle zone più fredde (es: Stato Shan, dove si trova il Lago Inle)
  • Adattatore di corrente universale, anche se nella maggior parte degli hotel ci sono anche prese europee
  • Repellente anti-zanzare, soprattutto durante la stagione umida estiva
  • Salviette igieniche, anche per pulirsi i piedi dopo la visita delle pagode
  • Gel disinfettante
  • Medicine di uso comune (antidolorifici, antibiotici, Imodium, ecc.)
Pranzo dei Monaci in Birmania

Pranzo dei Monaci in Birmania – Foto di Martina Giacomin

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Lingua

Il birmano è una lingua di origine tibetana e la scrittura deriva da sistemi grafici indiani.

Detto ciò, è praticamente impossibile imparare più di un paio di frasi utili (le scrivo come si pronunciano):

  • ciao = mingalaba
  • grazie = gesubar (impossibile non fare battute su Gesù al Bar😅)

Per ciò che riguarda l’inglese beh… sorprende pensare che sia stata per anni una colonia britannica, perché dal loro inglese ciò non traspare per niente. Può risultare difficile comprendere persino i receptionist di hotel di buon livello.

Si tratta di un inglese con un fortissimo accento asiatico, unito alla fatica di pronunciare alcuni suoni/lettere che nel loro alfabeto non esistono.

Più che perfezionare il tuo inglese in vista del viaggio, perfezionerei quindi la tua capacità di comunicazione gestuale 😂

Shwedagon Pagoda, Yangon Myanmar

Shwedagon Pagoda, Yangon

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Sicurezza in Myanmar

Come in qualsiasi paese del mondo, occorre prestare attenzione ai propri oggetti personali ma, a parte questo accorgimento, personalmente non mi sono mai sentita in pericolo, né tanto meno in soggezione per essere una donna occidentale.

Anzi, ho trovato la popolazione birmana estremamente generosa e disponibile, sempre con un sorriso pronto – soprattutto quando mostri l’intenzione di acquistare qualcosa 😅

L’unica discriminazione si verifica nelle pagode, dove le donne (anche le locali) non sono ammesse in alcune aree e non possono avvicinarsi a statue di Buddha molto importanti, come ad esempio il Buddha del Tempio Mahamuni a Mandalay.

Pescatore Lago Inle

Pescatore sul Lago Inle

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Cosa si mangia in Myanmar

Se non tolleri alti livelli di piccante, assicurati di chiedere “no spicy” prima di ordinare qualsiasi piatto. Anche un “little spicy” potrebbe essere molto peggio di ciò a cui si è abituati in Italia.

Oltre al piccante, in Myanmar i locals vanno pazzi per le interiora di animali. Ti imbatterai spesso in bancarelle di street food con un’ampia esposizione di spiedini, dalla verdura al pesce e alla carne – specialmente interiora per l’appunto.

I piatti birmani abbondano inoltre di coriandolo e arachidi.

E ogni volta che vedrai “fried” sul menù, a meno che non sia specificato “deep fried” o “tempura”, si tratta in realtà di piatti spadellati nel wok, non fritti come lo intendiamo noi.

Durante il viaggio ho trovato anche una bancarella che vendeva larve, ma è stata l’unica in 11 giorni. La guida locale sosteneva infatti che gli insetti non sono un piatto tipico in Myanmar ed è molto raro trovarli.

Larve al Night Food Market di Yangon

Assaggiando le larve al Night Food Market di Yangon (la sera di Capodanno!)

Betel

Ti accorgerai che per strada ci sono sputi rossi ovunque!

Non spaventarti, non è sangue, si tratta di una noce che i birmani masticano in continuazione, un po’ come un chewing gum, per aiutare la digestione e profumare l’alito.

Si tratta di piccoli pacchettini di foglie di Betel che contengono tipicamente noci di areca e tabacco, il tutto spolverato di calce, per attivare i principi attivi.

Effetti collaterali? Macchia i denti, tinge la saliva di rosso e può causare carcinoma della bocca!

Disgustoso?! Sì, l’ho pensato anch’io!

Spiedini

Street Food – Foto di Martina Giacomin

Cosa si beve in Myanmar

Assolutamente sconsigliato bere l’acqua corrente, bevi solo bottigliette sigillate (altrimenti cagotto assicurato!).

Inoltre vedrai spesso brocche d’acqua per le strade o nelle pagode, a disposizione gratuita della gente. Ecco, eviterei anche quella.

Se vuoi variare dall’acqua, consiglio di darti alla Myanmar Beer, birra locale ottima e più economica di birre importate come Heineken o Tiger.

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